Ansia e Cibo: Come l’Attività Fisica Può Aiutarci a Ritrovare l’Equilibrio

da | Apr 1, 2025 | Interviste

Spesso sentiamo parlare di come l’ansia e il cibo siano strettamente legati: c’è chi mangia per calmare la tensione, chi perde completamente l’appetito e chi non sa come spezzare questo circolo vizioso. Eppure, l’attività fisica potrebbe essere la chiave per gestire meglio sia l’ansia che il nostro rapporto con il cibo.

Nell’intervista che segue, Beatrice Pavoni — Psicologa e Psicoterapeuta — dialoga con Desiree Gaza, personal trainer specializzata in allenamenti su misura e laureata in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate. Insieme, esplorano il modo in cui movimento, alimentazione e benessere psicologico si influenzano reciprocamente, offrendo spunti pratici per chi desidera intraprendere un percorso di cambiamento.

L’Attività Fisica Come Antidoto Naturale all’Ansia

“L’attività motoria agisce come un vero e proprio reset per il sistema nervoso,” spiega Desiree. Sotto sforzo, il nostro corpo rilascia endorfine, serotonina e dopamina — noti come “ormoni della felicità” — che aiutano a ridurre gli effetti di cortisolo e stress. Il risultato? Un immediato senso di benessere che, con un allenamento costante, diventa duraturo.

Il rilascio di endorfine durante l’esercizio fisico è immediato: può bastare una breve sessione per sentirsi subito più distesi. Tuttavia, perché l’effetto sia costante, è utile allenarsi con regolarità per almeno 3-4 settimane, in modo da rendere questo “reset” un’abitudine virtuosa.

Sport e Cambiamenti nelle Abitudini Alimentari

Uno dei temi centrali quando si parla di ansia e cibo è la tendenza a usare il cibo come valvola di sfogo, o viceversa come qualcosa che si sottrae a se stessi. Desiree racconta che, nelle sue esperienze come personal trainer, molte persone iniziano a nutrirsi in modo più equilibrato non appena prendono a cuore un programma di allenamento:

“Quando cominci a fare attività motoria, inizi ad avere una percezione più consapevole del tuo corpo e delle sue esigenze. Pian piano, mangiare meglio diventa quasi spontaneo, perché vuoi avere più energia e recuperare più in fretta.”

Questo effetto positivo funge anche da “distrazione” dal cibo “emotivo”: anziché calmare l’ansia facendo spuntini fuori orario, ci si impegna in un movimento che libera la mente da preoccupazioni e pensieri ripetitivi.

Rischio di “Compensazione”: Quando l’Allenamento Diventa una Punizione

C’è però un lato meno sano da considerare: utilizzare l’esercizio fisico come strumento di compensazione per le abbuffate o per quella che molti definiscono “colpa da cibo”. Desiree sottolinea che non bisognerebbe mai vivere l’allenamento come una punizione per aver mangiato troppo:

“Non ha senso parlare di ‘sgarro’ o di allenarsi solo per ‘smaltire’ le calorie di un aperitivo. È più utile imparare a nutrirsi in modo bilanciato e a vedere lo sport come una coccola per il proprio corpo, non come un castigo.”

Allenamento “Su Misura”: La Chiave per un Equilibrio Stabile

Una delle ragioni per cui l’ansia può peggiorare è l’idea di dover seguire schemi rigidi e intensi, magari presi da internet, senza tener conto del proprio stile di vita o dei propri gusti. Desiree insiste sull’importanza di trovare un’attività che piaccia davvero e di modulare l’intensità in base alle proprie possibilità:

  1. Partire con Piccoli Passi
    Anche solo 30 minuti di camminata o di esercizi leggeri al giorno possono fare la differenza, soprattutto se non si è abituati all’allenamento.
  2. Varietà e Flessibilità
    Non è necessario frequentare la palestra 5 volte a settimana: si può alternare una sessione a casa con una all’aperto, oppure in sala pesi. La costanza è più importante della quantità.
  3. Porsi Obiettivi Realistici
    A volte si vorrebbe “tutto e subito”, ma è meglio fissare piccoli traguardi a breve termine, così da assaporare i progressi in modo graduale e restare motivati.

I Consigli di Desiree: Combattere Ansia e Cibo con lo Sport

  • Frequenza su Misura: Non è necessario allenarsi tutti i giorni. Iniziare con 2 sessioni a settimana, brevi e ben strutturate, aiuta a mantenere alta la motivazione e ad evitare frustrazioni.
  • Ricordarsi del Fattore “Social”: Se soffri d’ansia, cerca di allenarti in compagnia — in un parco, in palestra o a un corso di gruppo — così da rendere l’esperienza più piacevole e leggera.
  • Equilibrio in Cucina: Nessun cibo è “proibito” se inserito in un contesto bilanciato e moderato. Seguire piani alimentari troppo restrittivi rischia di incentivare il desiderio di “compensazione” e, di conseguenza, aumentare lo stress.

Conclusioni

L’ansia e il cibo spesso viaggiano insieme, creando un circolo vizioso di tensione e compensazioni. L’attività fisica, se vissuta come alleata del benessere e non come punizione, può agire positivamente su entrambi i fronti: riduce i livelli di stress e stimola un approccio più equilibrato all’alimentazione.

Come ricorda Desiree, “è fondamentale fare scelte sostenibili, trovare l’attività giusta per sé e imparare ad ascoltare il proprio corpo”. Se anche tu desideri spezzare il legame tra ansia e cibo, potrebbe essere il momento di iniziare, un passo alla volta, verso un programma di allenamento personalizzato e un’alimentazione più consapevole.

Buona crescita!
Beatrice Pavoni
Psicologa, Psicoterapeuta – Terapie Brevi, Terapia a Seduta Singola (TSS)

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