Non Prendere Decisioni Quando Sei Triste: Perché È Importante e Come Evitarlo

da | Mar 4, 2025 | Terapia Breve

Ti è mai capitato di sentirti travolto dalla tristezza e, proprio in quel momento, dover prendere una decisione importante? Probabilmente sì, e forse ti sei accorto in seguito che quella scelta non era delle migliori. Non è colpa tua: quando le emozioni prendono il sopravvento, come nel caso della tristezza, il nostro modo di pensare cambia. L’attenzione si restringe, la chiarezza mentale viene meno e tendiamo a rispondere rapidamente senza considerare tutti i fattori in gioco.

Ma facciamo subito chiarezza: non si tratta di un errore morale. Non è “sbagliato” prendere decisioni in uno stato di tristezza, ma è importante sapere che l’emozione guida la scelta. Essere consapevoli di questa dinamica ci permette di comprendere che, se possibile, è meglio rimandare tali decisioni a un momento in cui ci sentiamo più sereni e lucidi. Così facendo, non solo avremo una visione più completa della situazione, ma saremo anche in grado di valutare opzioni e conseguenze in modo più razionale.

In questo articolo ti mostrerò perché non prendere decisioni quando sei triste è una strategia utile e ti suggerirò alcune tecniche per affrontare queste situazioni in modo più consapevole.

Perché le Emozioni Influenzano il Processo Decisionale?

Le emozioni hanno un impatto profondo sulle nostre decisioni. Quando sei sopraffatto da emozioni intense – che si tratti di gioia, rabbia o tristezza – la tua mente tende a funzionare in modo diverso rispetto a quando ti senti calmo e lucido. L’attivazione emotiva stimola parti del cervello che rendono il tuo pensiero meno razionale, concentrandoti su quello che senti in quel preciso momento invece di valutare tutti gli aspetti di una situazione.

Ad esempio, quando un’emozione prevale, il tuo cervello è programmato per focalizzarsi sul problema immediato, spesso a discapito della visione a lungo termine. L’ansia può farti vedere pericoli ovunque, mentre la gioia eccessiva può spingerti a rischi che altrimenti non correresti. Inoltre, le emozioni non sono sempre “oggettive.” Spesso ti fanno percepire i fatti in modo distorto, alimentando pensieri catastrofici o, al contrario, facendoti sottovalutare i possibili ostacoli. Infine, alcune emozioni, come la rabbia, ti spingono a reagire rapidamente senza considerare le conseguenze, mentre altre, come la tristezza, possono portarti a una sorta di blocco decisionale.

E la tristezza?

La tristezza, in particolare, è un’emozione che tende a chiuderti in te stesso. Diversamente dalla rabbia, che ti dà un impulso energico, o dall’ansia, che ti rende iperattivo, la tristezza rallenta i tuoi processi mentali. Ti porta a concentrarti su ciò che non va, facendoti perdere di vista le possibilità positive e facendoti percepire le opportunità come meno attraenti e i rischi come più grandi di quanto siano realmente.

Quando sei triste, è più difficile trovare soluzioni creative. Il tuo cervello rimane intrappolato in un ciclo di pensieri negativi, rendendo più complicato immaginare alternative o sviluppare strategie. Un altro effetto della tristezza è il desiderio di alleviare il disagio rapidamente. Questo può portarti a fare scelte impulsive, non perché vuoi rischiare, ma perché vuoi che il dolore emotivo scompaia il prima possibile.

Quali sono i segnali a cui devi fare attenzione?

Prima di tutto, è importante capire che il processo decisionale si sviluppa su più livelli. La consapevolezza che l’emozione sta guidando le tue scelte non sempre arriva in modo immediato. Piuttosto, si tratta di sviluppare una sorta di “radar interno” che ti consenta di distinguere quando stai agendo in modo più emotivo che razionale. Ma come si costruisce questa consapevolezza?

1. Osserva le tue reazioni immediate:

Il primo passo è notare come ti senti nel momento in cui stai per decidere. Ti senti calma e lucida, oppure ti percepisci agitata o confusa? Se è quest’ultimo il caso, l’emozione – in questo caso, la tristezza – potrebbe aver preso il sopravvento.

2. Analizza i tuoi pensieri ricorrenti:

Quando le emozioni predominano, tendiamo a pensare in termini assoluti e rigidi. Ad esempio, potresti trovarti a ripetere frasi come: “Non troverò mai una soluzione,” oppure “Non sono capace di affrontare questa situazione.” Questo tipo di pensiero è un segnale chiave che l’emozione sta influenzando il tuo giudizio. Se ti accorgi di questi schemi, è un indizio che è il momento di fare un passo indietro.

3. Fai attenzione ai cambiamenti fisici ed emotivi:

Le emozioni si manifestano anche nel corpo. Ti senti tesa, affaticata, con una sorta di “peso” nel petto? O magari ti accorgi che hai difficoltà a respirare in modo naturale o che la tua energia è insolitamente bassa? Questi segnali fisici sono spesso un campanello d’allarme che ti sta dicendo che l’emozione ha preso il controllo.

4. Riconosci la ricerca di sollievo immediato:

Un altro segnale che la tristezza sta guidando le tue decisioni è il desiderio di farla sparire il più in fretta possibile. Se ti rendi conto che stai considerando una scelta non perché sia la migliore a lungo termine, ma perché pensi che ti farà stare meglio subito, fermati. Questo bisogno di sollievo immediato è spesso un indicatore che la tristezza sta influenzando il tuo processo decisionale.


Ma come riconoscere, nello specifico, la tristezza? Innanzitutto, presta attenzione ai pensieri negativi che ritornano ciclicamente. Quando sei triste, tendi a concentrarti su ciò che manca, su ciò che hai perso o su ciò che non funziona. Ti accorgi che il tuo sguardo si posa più sui problemi che sulle soluzioni.

In secondo luogo, la tristezza si accompagna spesso a un calo di energia e motivazione. Potresti sentirti priva di slancio, con un bisogno costante di ritirarti o isolarti. Anche le piccole decisioni quotidiane possono sembrare pesanti e difficili da affrontare.

Infine, cerca di riconoscere quando la tristezza offusca la tua visione. Ti accorgi che stai esagerando le difficoltà o che consideri tutto come un fallimento inevitabile? Questi sono segnali che la tristezza è presente e sta guidando il tuo processo di pensiero.

Se riesci a identificare questi indicatori, hai già compiuto un grande passo: hai riconosciuto l’influenza della tristezza. E una volta che la riconosci, puoi scegliere consapevolmente di fermarti, rimandare la decisione e dare a te stesso il tempo di ritrovare una prospettiva più equilibrata.

Perché Non Prendere Decisioni Quando Sei Triste È una Scelta Saggia

Rimandare una decisione quando ti senti sopraffatto dalla tristezza non significa essere deboli: significa riconoscere che l’emozione, per quanto intensa, è temporanea. È un segno di intelligenza emotiva comprendere che le emozioni, anche quelle che sembrano insormontabili, hanno un ciclo naturale. Si intensificano, raggiungono un picco, e poi gradualmente svaniscono.

Ecco perché ha senso aspettare:

  1. La Tristezza È Temporanea:
    Ogni emozione segue un corso naturale. Anche se in un momento particolare la tristezza sembra dominante, col tempo perderà intensità. Se prendi una decisione sulla base di uno stato emotivo che presto cambierà, rischi di fare scelte che non riflettono ciò che realmente vuoi o di cui hai bisogno. Rimandando la decisione, permetti all’emozione di attenuarsi e alla tua mente di tornare in equilibrio.
  2. Il Cervello Ha Bisogno di Tempo:
    Quando sei triste, il tuo cervello si concentra più sulle emozioni che sulla logica. Aspettare ti consente di riprendere il controllo, permettendo alla tua mente razionale di valutare la situazione in modo più chiaro. Questo tempo di pausa è cruciale per evitare errori e vedere le cose da una prospettiva più obiettiva.
  3. Rischi di Pentirtene Meno:
    Le decisioni prese di impulso o sotto l’influenza di emozioni forti sono spesso accompagnate da rimpianti. Aspettare che la tristezza si calmi ti mette in condizione di fare scelte più ponderate, riducendo il rischio di dover rivedere o rimpiangere la tua decisione.

Essere Consapevoli dell’Emozione per Decidere Meglio

Sapere che un’emozione è passeggera ti dà la libertà di scegliere quando e come agire. Quando ti accorgi che la tristezza sta influenzando il tuo processo decisionale, non significa che devi necessariamente bloccare ogni decisione. Ma significa che puoi decidere consapevolmente di aspettare che l’intensità emotiva diminuisca per avere una visione più lucida.

In pratica, se riconosci che la tristezza sta condizionando le tue scelte, puoi scegliere di agire sulla scia dell’emozione e decidere di fare qualcosa di immediato e confortante per alleviare il disagio, ma sapendo che è un’azione momentanea.

Oppure aspettare che passi e rimandare la decisione più importante a un momento successivo, quando la tua mente è più chiara e hai una visione più ampia della realtà.

In entrambi i casi, la consapevolezza è il punto chiave. Non si tratta di negare le emozioni, ma di accettarle e considerarle come uno dei tanti fattori nel processo decisionale. Così facendo, trasformi una situazione di disagio in un’opportunità per prendere scelte più serene e bilanciate.

Quando Cercare Supporto

Se ti trovi spesso in difficoltà nel gestire le tue emozioni e questo influenza il tuo processo decisionale, un supporto professionale può essere la soluzione.
Con le Terapie Brevi, puoi acquisire strumenti pratici per gestire meglio le emozioni e imparare a prendere decisioni più consapevoli, anche nei momenti difficili.

La Terapia a Seduta Singola (TSS) può aiutarti a individuare strategie immediate per affrontare situazioni specifiche, mentre un Percorso Breve ti supporta nel lavorare su abitudini più radicate.

La tristezza è una parte naturale della vita, ma non deve influenzare negativamente le tue decisioni. Imparare a riconoscere il momento giusto per agire è una forma di saggezza che può fare la differenza. Ricorda, una decisione rimandata non è una decisione sbagliata: è una scelta ponderata.

Se senti che hai bisogno di supporto per gestire meglio i momenti di tristezza o il processo decisionale, contattami. Insieme possiamo trovare soluzioni rapide ed efficaci per aiutarti a vivere con maggiore serenità.

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Buona crescita!
Beatrice Pavoni
Psicologa, Psicoterapeuta
Terapie Brevi, Terapia a Seduta Singola (TSS)

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